Digital Universitas: un progetto, una sfida e un’occasione di apprendimento per tutti – di Mario Mazzoleni

Digital Universitas: un progetto, una sfida e un’occasione di apprendimento per tutti – di Mario Mazzoleni

gennaio 26, 2017

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di Mario Mazzoleni,
docente di innovazione e management dell’impresa. 

 

Il percorso formativo lanciato all’inizio dell’autunno del 2015 da Superpartes denominato “Digital Universitas” si è basato su alcune linee guida che ne hanno caratterizzato la realizzazione e influenzato in modo decisamente positivo i risultati.

I pilastri su cui il progetto si basava potevano essere riassunti nel seguente modo:

  1. Una proposta formativa in grado di mettere in chiaro dall’inizio il legame stretto tra fabbisogno delle imprese, apprendimento, ricaduta concretamente riportabile ottenibile sia per i partecipanti al progetto sia per le imprese coinvolte;
  2. Una visione sistemica del processo formativo che collegasse efficacemente tra di loro le singole fasi dello stesso. Le fasi individuate inizialmente erano:
    • Definizione del percorso generale e condivisione/ridefinizione dello stesso con le imprese coinvolte;
    • Avvio di un approfondito ed impegnativo processo di selezione basato sulla volontà di “costruire” un’aula eterogenea ma caratterizzata da, passione per il progetto, interesse per i temi trattati, disponibilità a mettersi in discussione e “fame” di apprendere;
    • Definizione di un gruppo di docenti interessati a sperimentare e realizzare forme di training fortemente orientate dalla volontà di coinvolgere i partecipanti e dalla necessità di rimettere in discussione alcuni paradigmi consolidati nei processi pedagogici;
    • Governo di un percorso formativo in grado di alternare momenti di approfondimento e di apprendimento sulle tecniche con altri basati sul confronto “logico” con altre fasi più orientate a sollecitare curiosità e interesse all’”open mind” come opportunità di crescita “a prescindere”;
    • Forte raccordo con le imprese, gli imprenditori e i manager coinvolti nel progetto sia dalla fase progettuale, a quella erogativa per finire nella definizione dei percorsi di stage in azienda.
  3. La necessità di lavorare a “tutto tondo” e con un impegno reciproco importante in un ambiente orientato a valorizzare lo scambio e l’interazione sia tra partecipanti, sia tra questi e i docenti  loro dedicati, sia, infine, con persone già operative in varie imprese del mondo digitale.

Le linee guida descritte hanno offerto l’opportunità a tutti i soggetticoinvolti di sperimentare e di sperimentarsi finendo con il chiedere a  tutti di mettersi un po’ più in gioco di quanto inizialmente  avessero previsto. Tutto questo ha finito con il riorientare il percorso in relazione a quanto le sperimentazioni finivano per suggerire/imporre. La sfida per tutti è stata, quindi, quella di procedere anche attraverso un learning by doing sia con riferimento alle modalità di gestione del processo inizialmente delineato, sia per l’esigenza di affrontare temi non previsti o il cui approccio era stato definito diversamente.

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I ragazzi in aula durante una lezione della Digital Universitas

Come tutte le azioni umane anche il progetto della Digital Universitas ha messo in luce aspetti che vanno ridefiniti al fine di migliorare le prossime edizioni. Ipotesi di lavoro che possono essere indicate sinteticamente nel seguente modo:

  1. Maggiore coinvolgimento in fase di progettazione delle imprese partner e, soprattutto, di quelle già coinvolte nel progetto per cogliere suggerimenti sia sul loro fabbisogno, sia sulla loro capacità di “assorbire” risorse umane orientate al cambiamento e all’innovazione come quelle formate nella Digital Universitas;
  2. Il rafforzamento del processo di selezione sia dal punto di vista delle metodologie da adottare, sia, soprattutto, del raccordo tra definizione del profilo d’aula “ideale” per l’attività formativa e quello legato all’orientamento alla soddisfazione dei bisogni espressi dalle imprese;
  3. La necessità di inserire nel percorso di apprendimento frontale momenti di confronto multidisciplinare che coinvolgano discenti e docenti per rafforzare il più possibile la capacità di visione aperta delle tematiche gestionali e dei collegamenti tra   componenti tecniche e gestionali;
  4. Maggiore coinvolgimento delle figure imprenditoriali e manageriali destinate a confrontarsi in azienda con persone caratterizzate da grande curiosità e voglia di “sporcarsi le mani” ma portatrici anche di “visioni” non sempre tradizionali e consolidate;
  5. Ulteriore investimento nell’attività didattica al fine di potenziale l’utilizzo di modalità e di strumenti coerenti con l’ambiente digitale in cui il progetto si realizza, ad esempio attraverso l’adozione di piattaforme in grado di aprire o di rafforzare le relazioni tra partecipanti e docenti, introducendo forme di “lavoro” in grado di affiancarsi e sostituirsi alla relazione frontale;
  6. La creazione di una “biblioteca” digitale interattiva in grado di stimolare l’interesse all’approfondimento da parte dei discenti e di offrire spazi di azione più ampi ai docenti.

L’intuizione iniziale di Superpartes, e del suo presidente Gianfausto Ferrari in particolare, ha sicuramente portato ad un risultato interessante e valido per tutti coloro che, a vario titolo, hanno creduto in questa iniziativa. Proprio il successo che la Digital Universitas ha potuto celebrare impone di consolidare e strutturare l’idea ma anche di cogliere tutti gli stimoli al miglioramento che il percorso formativo suggerisce.

 

 

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