You have seen nothing yet

You have seen nothing yet

maggio 2, 2016

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Marino Piotti, 1994

Provate a chiudere gli occhi e ad immaginare la terra come se fosse una matassa di cavi. Una rete infinita, senza soluzione di continuità, con incroci e nodi e snodi.
L’internet che il 30 aprile ha festeggiato i 30 anni, è questo insieme di cavi e connessioni che permettono ed hanno permesso ai computer di collegarsi tra loro.

Con la stessa potenzialità delle connessioni neurali che mettono i neuroni in collegamento, la Rete ha reso possibile quella che oggi chiamiamo “Rivoluzione Digitale”. Il Web arrivò molto dopo. Internet è la tecnologia abilitante, al pari della rete elettrica.

Potete riaprire gli occhi e guardare, fare un’azione: il Web, al pari della luce, è ciò che state vedendo; Il Web è il posto nel quale vi state muovendo, una nuova realtà.

Ma come è nato il Web?

Nel 1989 un giovane informatico britannico Tim Berners-lee, nel corso del suo lavoro come consulente al CERN di Ginevra, invia al management una “proposta”.   L’intento è quello di dimostrare che lo sviluppo dell’ipertesto sia d’interesse per il CERN.  Il nome deciso per questo progetto è MESH.
“Vague but interesting”: è la risposta con la quale ottiene il permesso di procedere. Nel corso dello sviluppo del codice, nel 1990, il nome Mesh viene sostituito con  “world wide web”: il nome con il quale tutto il mondo oggi conosce il Web.
Il primo sito web viene pubblicato nel 1991 da Berners lee, che l’ha “sviluppato” con un collega, ma diventa “pubblico” nel 1993 sempre grazie al CERN, che mette a disposizione la tecnologia alla base del web.

Poi dagli USA arriva un programma che cambia tutto, per sempre! Si chiama Mosaic, è il primo browser e permette la visualizzazione delle informazioni web, si inizia a “navigare”. Era la primavera del 1993. Nel giro di pochi mesi il web si diffonde, prima in una stretta cerchia di pionieri e poi agli altri.

Ma Mosaic ha vita breve. Viene subito oscurato da Netscape, realizzato dall’ex studente dell’Urbana-Champaign Marc Andreesen che, veloce come un diavolo, molla il team di sviluppo di Mosaic per fondare Nestcape Corporation con Jim Clark, informatico di successo, già a capo della Silicon Graphics, che aveva capito bene cosa stava per succedere.

Pochi sanno che la tecnologia e i marchi di Mosaic sono stati acquistati da una società (Spyglass) che poi venne acquistata da Microsoft per lo sviluppo base di Internet Explorer. Questo permise a Bill Gates di recuperare un errore madornale che poteva costargli molto caro: Microsoft all’inizio non aveva infatti capito il potenziale di Internet e stava pensando di farsi una propria rete (MSN).

Grazie a questa mossa, nel giro di pochi anni tocca a Netscape farsi da parte e lasciare strada a Internet Explorer. Poi arriverà Google Chrome, etc, etc, fino ad oggi.

In quegli anni fantastici, io ero l’anima tecnica di Onion srl (oggi Alten Italia spa), la società che Gianfausto Ferrari ed io avevamo costituito a fine febbraio del 1994, mentre si stava per scatenare la rivoluzione digitale.
All’inizio eravamo solo noi due, lui commerciale e io tecnico, quindi mi occupavo di tutto, dalla configurazione di server Linux su vecchi desktop recuperati a basso prezzo da destinare a web e mail server, allo sviluppo dei primi siti web per le aziende bresciane più visionarie (Streparava, Camozzi, Metra in primis), per non parlare del supporto telefonico ai pionieri di internet che dovevano impostare manualmente il loro Windows 3.1 per effettuare il collegamento dial-up via modem.

Di lì a poco succede un evento in particolare che ancora oggi condiziona il mio lavoro e la mia visione: nel maggio del 1996, alla 5° International World Wide Web Conference (W3C) che si tenne a Parigi, partecipo ad una lezione di Tim Berners-Lee. In apertura del suo speech proietta su uno schermo gigante una slide bianca con una scritta che mi fece tremare le gambe: “You have seen nothing yet”.

Infatti!
Oggi Internet ha 30 anni e il web è quella cosa fantastica senza la quale non potremmo più vivere. E quella frase è ancora valida, più che mai.
Non ci rimane che prepararci ai prossimi trent’anni di stra-innovazione digitale!!!

Auguri Internet. You are always on my mind.
Marino Piotti – CEO Superpartes –

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