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Parte da Brescia la sfida al commercio elettronico mondiale

Gianfausto Ferrari, già fondatore di Onion, crea Superpartes spa e si prepara a lanciare nella rete l’innovativo BigBangBuy

BRESCIA «Ho molta esperienza, un sacco di energia, un po’ di quella cosa che chiamano “visione” e non ho paura di cominciare dall’inizio». La frase è stata pronunciata da Steve Jobs, ma sembra cucita su misura per descrivere l’imprenditore bresciano Gianfausto Ferrari. Il fondatore della software house bresciana Onion, oggi di proprietà dei francesi del gruppo Alten, torna a far parlare di sé con un progetto quanto mai ambizioso: la creazione di un nuovo «paradigma» per il commercio elettronico. Un innovativo metodo per l’acquisto e la vendita di beni e servizi attraverso Internet. BigBangBuy, creatura dinamica

Si chiama BigBangBuy ed è la «creatura» ideata da Ferrari. Il lancio del portale è previsto in Italia il prossimo febbraio, qualche mese dopo verrà presentato in Inghilterra ed in Germania. «Si tratta di un paradigma completamente innovativo che rivoluzionerà le attuali metodologie di transazione on line», spiega Gianfausto Ferrari. L’obiettivo è chiaro ed ambizioso: porsi in alternativa a eBay. «Il mercato è l’umanità. E BigBangBuy offrirà alla rete una nuovo approccio dinamico per fare incontrare domanda ed offerta. Il sistema verrà lanciato a febbraio in Italia. Sarà una sperimentazione difficile: nel nostro Paese il commercio elettronico è ancora poco sviluppato. La seconda tappa sarà l’Inghilterra, quindi il lancio in Germania entro la fine del 2010».

Il veicolo è Superpartes spa

Il veicolo attraverso il quale viene attuato il progetto è Superpartes spa, centro d’eccellenza fondato a Brescia per sviluppare ed integrare quelle tecnologie che legano internet a qualsiasi tipo di «device» portatile (telefoni cellulari, iPod, computer, ecc…). La società è nata lo scorso aprile: cinque i soci, capitale sociale 200mila euro. Gianfausto Ferrari, maggiore azionista, ricopre la carica di Presidente e Amministratore Delegato. «La società – spiega il Presidente – ha una mission specifica: sviluppare nuovi paradigmi di comunicazione e interazione basati su internet e i nuovi device mobili, per soddisfare in modo semplice le esigenze delle persone».

L’altra branca: il «mobile»

Attualmente sono quattro i dipendenti che lavorano nel quartier generale di Superpartes in via Luigi Abbiati 14, ma saliranno a 20 nei prossimi mesi. Ferrari sta valutando i curriculum: «Cerchiamo laureati in ingegneria informatica, ingegneria elettronica, specialisti in information technology».

Il portale per il commercio elettronico sarà infatti solo una delle branche di Superpartes. La seconda sarà dedicata al mobile device – spiega il Presidente Ferrari -. Un mercato che fino a pochi anni fa era riservato a pochi specialisti ed ora diventato immenso. Le applicazioni che stiamo studiando permetteranno di far dialogare la rete con qualsiasi apparecchio mobile».

Applicazioni «super partes»

Superpartes, ovvero una realtà in grado di fornire applicazioni per tutti i sistemi operativi (Windows, iPhone, Symbian, Android, ndr). «Abbiamo skill e cultura per poterlo fare – spiega Ferrari -. Non poteva essere diversamente, noi siamo quei pionieri che nel 1993 hanno fondato la prima azienda italiana interamente dedicata al web, vedendo le potenzialità della rete molto prima di tanti altri. Abbiamo “navigato” usando Mosaic, dal quale è poi derivato Netscape. In quei tempi Telecom Italia gestiva l’archeologico “videotel” e Microsoft sarebbe arrivata due anni dopo con il suo IE1.0. Forti di questo bagaglio di esperienza e di cultura della rete ci apprestiamo ora a contribuire allo sviluppo ed alla crescita del web, migliorarne tecnologie e metodologie. Potremmo paragonare questo momento storico per l’umanità a quello della scoperta della ruota – conclude Ferrari -. Tutto non sarà più come prima. E noi vogliamo essere protagonisti del cambiamento».

Roberto Ragazzi