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Sharing economy: una grande sfida, ma anche una opportunità da dover cogliere

Un evento ormai consolidatosi quello dell’”Adriano Olivetti Day”, come già lasciava presagire il sold out di iscrizioni registrato settimane prima della data e confermato dal numeroso e variegato pubblico accorso giovedì 17 novembre al Teatro Grande di Brescia.

Gli onori di casa sono stati fatti dal Presidente di Superpartes Gianfausto Ferrari, che uno dopo l’altro ha presentato e chiamato sul palco i relatori per discutere di “Sharing Economy”, il tema di questa edizione 2016, non prima di aver ringraziato e fatto intervenire il Presidente del Banco di Brescia Costantino Vitali e il Professore Marco Vitale in rappresentanza della Fondazione Adriano Olivetti.

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Gianfausto Ferrari Presidente Superpartes Innovation Campus

 

Preceduto dalla cena di gala che si è tenuta il 16 sera, l’”Olivetti Day” è stata l’occasione giusta per capire se “un’economia condivisa” che fa collaborare le persone anziché metterle una contro l’altra sia un’opportunità o una minaccia.

Si tratta indubbiamente di una sfida importante, ma in linea generale gli esperti intervenuti sono concordi sul fatto che offra un’opportunità da dover cogliere.

A salire per primo sul palco Fulvio Primatesta, co-fondatore di Superpartes Innovation Campus, che ha fatto notare come la domanda “minaccia o opportunità” sia fonte di ansia e vada pertanto superata, inoltre ha sottolineato come per far funzionare la Sharing Economy occorra che i protagonisti siamo tutti noi, anche con ruoli intercambiabili. La sfida è doppia per noi Italiani: da una parte servono delle regole chiare ma la tendenza del nostro Paese è di normare tutto, a scapito della snellezza e della velocità del processo, dall’altra è necessario comportarsi in modo responsabile. Il messaggio lanciato è che non c’è comunque bisogno di attendere regole chiare, è sufficiente la capacità di autoregolarmentarsi per non ledere gli altri.

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Fulvio Primatesta      Co-fondatore Superpartes Innovation Campus

 

Gualtiero Bazzana, Amministratore Delegato di Alten Italia e Presidente di ISTQB, ha evidenziato, una volta salito sul palco, come Sharing Economy e Information Technology siano strettamente collegate e come questo sia l’occasione di nuovi posti di lavoro. Basti pensare al fatto che oggi le professioni più richieste siano quelle di software engineers e software developers, a patto che le applicazioni per essere vincenti siano intuitive, immediate nel loro utilizzo e di qualità. “La Sharing Economy – ha sottolineato – è un tema ormai assodato e consolidato, una realtà con cui ci troveremo sempre più a convivere, che influisce sulle relazioni commerciali e offre posti di lavoro, soprattutto nel settore dell’IT”.

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Gualtiero Bazzana Amministratore Delegato Alten Italia

 

La sharing Economy non deve certo rimanere una moda, come spesso accade in Italia quando ci si innamora di contenuti, bensì deve andare oltre al trend del momento creando occasioni per noi e le imprese. Questo il pensiero di Mario Mazzoleni, Docente di strategia e management aziendale presso l’Università degli Studi di Brescia.

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Mario Mazzoleni Docente di strategia e management aziendale UniBS

 

“La Sharing Economy – ha spiegato – deve produrre, consumare, distribuire, scambiare con modalità non tradizionali e mettere in discussione paradigmi. La condivisione comporta, tra le altre cose, ottimismo, rispetto, regole, apertura verso l’ascolto e nell’attuale realtà economica si deve fare ‘Sharing’ per non subire la logica dei grandi numeri. Bisogna lavorare, insomma, affinché le persone insieme possano trovare occasioni di crescita”.

Un salto nel passato per poi arrivare a parlare di futuro lo ha fatto Francesco Beraldi, Presidente di Alkemy Tech, rievocando quando nel suo paesino natale della Calabria si condivideva il pane perché non c’era un forno e ricordando come gli anni ’90 abbiano fatto scoprire il concetto di condivisione agli informatici mettendo in rete dati. “La produzione – ha fatto notare al pubblico in sala – è passata ad essere da verticale a orizzontale e gli anni 2000 hanno dato vita a nuovi modelli produttivi con il risultato che le aziende hanno pensato a fare contenitori e non solo contenuti, basti vedere realtà come Amazon, Google, Facebook”.

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Francesco Beraldi Presidente Alkemy Tech

 

La società si rimodella per via della rivoluzione tecnologica e se ci si chiede se la Sharing Economy sia una una minaccia o un’opportunità è sufficiente pensare al binomio Sharing for Business/Business for sharing.

“Si tratta – ha concluso – di un trend ineluttabile e che procederà veloce, di fatto la Sharing Economy non è altro che l’amplificatore della voglia dell’uomo di comunicare, motivo per cui avverrà il passaggio dalla Sharing Economy alla Sharing Society”.

A favore di questo andamento anche il giovanissimo Davide Dattoli, Co-fondatore e CEO di Talent Garden, che ricorda il 2008 come anno della crisi ma anche come periodo decisivo per la Sharing Economy, grazie in gran parte ai social e al mobile, tanto da portare il concetto di umanità nel business – si veda, a tal proposito, quanta importanza ricoprano i concetti di calore e ospitalità nelle recensioni di Airbnb.

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Davide Dattoli            Co-fondatore e CEO Talent Garden

 

“Ho cercato di unire – ha raccontato di sé – l’esperienza di famiglia nel campo della ristorazione al digitale: ne è nato Talent Garden per creare sinergie, mettere insieme idee e dar vita al co-working, che poi altro non è che la versione moderna del concetto del passato che vedeva all’opera corti e mecenati o caffè letterari.

Da sempre, infatti, c’è il desiderio delle persone di stare insieme fra simili con idee simili e Talent Garden ne è la prova con i suoi 17 campus in 5 paesi europei e 1500 ‘abitanti’ che condividono e fanno cose insieme contaminandosi a vicenda.

Oggi digitale e Sharing Economy permettono alle nuove generazioni di costruire il proprio futuro con costi di accesso ben minori rispetto a un tempo”.

Guarda con ottimismo al tema della quarta edizione dell’”Olivetti Day” anche Silvano Lancini, Presidente di Sme Up, che ha intitolato il suo intervento “Aprire un cancello” perché ciò vuol dire far veicolare qualcosa.

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Silvano Lancini Presidente Sme Up

 

“Ci sono nicchie di grandissima intelligenza – ha affermato – e io cerco di fare da aggregatore. Per me la prossima civiltà sarà quella dell’empatia, una visione forse ottimista ma per me inevitabile”.

Ha inoltre salutato il pubblico a fine intervento rivolgendosi ai numerosissimi giovani presenti e ricordando loro che “devono aprire e abbattere i cancelli. Se si prendono strade giuste si trovano le persone giuste”.

Interessante anche l’intervista che Alessandro Tommasi, Public Policy Manager di Airbnb, ha rilasciato al Presidente Gianfausto Ferrari da cui sono emersi i dati e le dinamiche su cui si basa il sistema, indubbiamente vincente, di Airbnb. Alla domanda se ancora oggi, visti i numeri raggiunti, Airbnb si ritenga all’interno della Sharing Economy Alessandro Tommasi ha risposto così: “Noi siamo assolutamente per la condivisione, il viaggiatore medio cerca una esperienza autentica e il contatto vero, abbiamo ripersonalizzato una transazione e-commerce che era molto fredda riportando al centro la persona e la fiducia”.

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Alessandro Tommasi Public Policy Manager Italy Airbnb

 

Anche i premi conferiti quest’anno, il Federico Faggin Innovation Award e il premio Daniele Triva per l’impegno sociale, sono stati scelti nel pieno rispetto del concetto di “condivisione”.

Il primo, consegnato dalla Presidentessa del Gruppo Agricar Francesca Cremonesi, è andato a Massimo Temporelli, Presidente e co-founder di TheFabLab, che ha il merito, come ha spiegato il Presidente Gianfausto Ferrari, di contribuire a far sì che scienza e tecnologia abbiano dignità di cultura.

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Massimo Temporelli Presidente e co-founder TheFabLab

 

Attraverso la sua storia, le sue esperienze, il coraggio di lasciare il posto fisso, Massimo Temporelli  ha illustrato al pubblico come si debba usare la nostra creatività per fare business, innovazione e fare prodotto.

“Bisogna condividere le passioni, le energie, i sogni e creare relazioni dando vita a un terreno da cui tutti possono pescare. Oggi è un’epoca di opportunità, non serve capitale, con tanta caparbietà e un po’ di creatività si può fare impresa. Siamo nel mondo e possiamo quindi conquistare il mercato internazionale, globale, dobbiamo usare il coraggio.

Dietro la tecnologia si nasconde la biologia, basti pensare alle coccole che facciamo al nostro cellulare quando ne tocchiamo il display, esso rappresenta la rete di conoscenze che abbiamo e che avremo”. Dopo una tale riflessione di carattere antropologico ha salutato il pubblico citando una frase di Italo Calvino che, già molto tempo addietro, incarnava i principi della “Sharing Economy”: “Quando ho più idee di quelle che mi servono, le do agli altri se le accettano; e questo è comandare”.

Il secondo premio, consegnato da Giorgio Triva, è stato invece ritirato dal Presidente della Cooperativa il Calabrone Piero Zanelli. Un momento emozionante, che ha commemorato Daniele Triva e che ha onorato una realtà che vive da 35 anni e vede all’opera 40 persone.

“Per noi – ha spiegato Piero Zanelli – i giovani non sono problemi, bensì risorse. La nostra mission è cercare di dare e ridare dignità a chi è in difficoltà e a chi le risorse le ha. Con l’evento di oggi condividiamo tanti concetti, riassunti in parole quali ‘accogliere’, ‘condividere’, ‘accompagnare’, ‘innovazione’ intesa come fantasia, ‘empatia’, ‘fiducia’. Inoltre ci sentiamo molto in sintonia con il pensiero di Adriano Olivetti: ‘Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande… noi l’abbiamo tradotto in ‘Vola solo chi osa farlo’”.

Forse controcorrente e che nella Sharing Economy non vede solo opportunità ma anche minacce il pensiero di Concita De Gregorio, giornalista e scrittrice oltre che ospite d’onore dell’edizione 2016, che ha dialogato sul tema con il Presidente Gianfausto Ferrari.

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Concita De Gregorio Scrittrice e Giornalista Ospite d’Onore 2016

 

“Spesso questa necessità di condividere è una sorta di coperta di Linus e cela una grande solitudine. Quando parliamo di Sharing parliamo di paura e bisogno, sentimenti primari. Mi chiedo – sostiene – dove questo treno così veloce stia andando e penso che di sicuro abbiamo guadagnato in velocità ma abbiamo perso altro. A mio avviso essere sempre connessi, sempre on line non garantisce maggiore felicità o più tempo, occorrono il silenzio e la quiete per far nascere quelle idee che cambiano il mondo, questo anche se poi è chiaramente bello condividerle”.

La sua iniziativa “Cosa pensano le ragazze” oggi vanta 3,5 milioni di condivisioni, ma è emerso dalle interviste fatte ad un vastissimo campione di donne che la prima paura è la solitudine, il fatto di non sapere dove questo treno lanciato stia andando.

“Per capirne la direzione – ha dichiarato – bisogna stare fuori, fermi, e per andare avanti dobbiamo tornare indietro. Dovremmo condividere silenzio, ascolto e dubbio. Nel momento in cui l’economia si fonda sulla condivisione vuole dire che qualcosa sta cambiando, ma senza saperne la direzione. Per scoprirlo – ribadisce – occorre stare in silenzio e in ascolto”.

Se Concita De Gregorio ritiene che oggi il bisogno sia quello di mettere in condivisione tante solitudini, Il Presidente Gianfausto Ferrari vede il mondo migliorare ed è certo che alcuni giovani siano pronti a fare da locomotiva, inoltre replica, in un confronto appassionato e di spessore, che per lui “la solitudine in sé non è né un bene né un male, è una grande lente di ingrandimento che amplifica quello che si ha dentro”.

L’evento si è poi concluso con l’invito della giornalista ai giovani di fare quello che ritengono giusto e non che conviene loro, ricordando che serve portarsi il passato sulle spalle per andare avanti e auspicando che vi siano delle start up e delle app che insegnino l’arte del dubitare.

Con queste parole conclusive e con i ringraziamenti finali alla macchina organizzativa di Superpartes Innovation Campus, il Presidente Gianfausto Ferrari tra gli applausi ha dato a tutti i presenti appuntamento all’”Olivetti Day” 2017.